Quattro ore di formazione per ASACOM, una piattaforma online e una domanda: siamo davvero consapevoli di come impariamo quando siamo davanti a uno schermo?
Cevip Lombardia – Settembre 2026
Quando parliamo di formazione online, spesso immaginiamo una persona seduta davanti al computer, con la telecamera accesa o spenta, che ascolta un docente parlare.
Ma partecipare a una formazione online significa molto più che ascoltare una lezione attraverso uno schermo.
Significa entrare in un ambiente nuovo, imparare a muoversi al suo interno, conoscere le regole della comunicazione digitale e scoprire modalità diverse per partecipare, confrontarsi e apprendere.
È da questa riflessione che siamo partiti durante le quattro ore di formazione dedicate alla metacognizione nell’utilizzo dello strumento online, all’interno del percorso ASACOM di ABF.
La formazione online è un ambiente, non soltanto uno strumento
Quando entriamo in un’aula fisica, utilizziamo spontaneamente una serie di informazioni: osserviamo le persone, leggiamo i gesti, percepiamo le distanze, capiamo quando intervenire e come orientarci nello spazio.
Online, molte di queste informazioni cambiano o diventano meno immediate.
La comunicazione passa attraverso finestre, microfoni, chat, reazioni, condivisione dello schermo e strumenti di collaborazione. Anche le pause, i turni di parola e le modalità con cui manifestiamo attenzione assumono forme differenti.
Il digitale introduce nuove regole di partecipazione.
Per questo, prima ancora di utilizzare una piattaforma, è importante imparare a comprenderla: capire quali possibilità offre, come interagire e come scegliere gli strumenti più adatti al proprio modo di apprendere.
Una telecamera accesa, da sola, non garantisce la partecipazione. Allo stesso modo, una telecamera spenta non racconta necessariamente disinteresse.
La partecipazione si costruisce attraverso ciò che accade durante la formazione: le domande, le attività, il confronto, le riflessioni e le occasioni per mettere in pratica ciò che si sta imparando.
Metacognizione: osservare come impariamo
Il tema della metacognizione ci invita a spostare l’attenzione anche sul nostro modo di apprendere.
Non basta domandarci che cosa abbiamo imparato. Possiamo chiederci anche come abbiamo imparato, che cosa ci ha aiutato e quali condizioni hanno reso più difficile partecipare.
Durante una formazione online, questo significa imparare a riconoscere il proprio funzionamento mentre si utilizza uno strumento digitale.
Per esempio:
- Riesco a mantenere l’attenzione durante una spiegazione prolungata?
- Comprendo meglio quando posso vedere un esempio concreto?
- Ho bisogno di prendere appunti, muovermi o fare una breve pausa?
- Mi è più facile intervenire a voce oppure scrivere nella chat?
- Quali strumenti mi aiutano a comprendere e ricordare le informazioni?
- Come posso organizzare il mio ambiente per partecipare meglio?
Queste domande non servono a classificare le persone in categorie. Servono a sviluppare consapevolezza e a individuare strategie più funzionali.
La metacognizione trasforma la partecipazione in un’occasione per conoscere meglio il proprio modo di apprendere.
E questa consapevolezza può essere utile anche al di fuori del corso: nello studio individuale, nel lavoro e nelle successive esperienze formative.
Quattro ore per sperimentare un modo diverso di stare online
Quattro ore possono sembrare poche per affrontare un tema così ampio. Possono però diventare uno spazio significativo per fermarsi, osservare ciò che accade e sperimentare possibilità diverse.
L’obiettivo non è semplicemente imparare dove si trova un pulsante o come attivare una funzione.
È comprendere che lo strumento digitale può essere utilizzato in modi differenti, a seconda dell’attività, del gruppo e degli obiettivi di apprendimento.
Una chat può diventare uno spazio per raccogliere riflessioni. Una condivisione dello schermo può rendere visibile un procedimento. Un’attività collaborativa può trasformare i partecipanti da ascoltatori a persone che costruiscono insieme un risultato.
Anche alternare momenti di ascolto, confronto, attività individuali e lavoro in gruppo cambia il modo in cui si vive la formazione.
Il punto è proprio questo: non adattare semplicemente la lezione tradizionale allo schermo, ma progettare un’esperienza che sfrutti le possibilità dell’ambiente online.
Una formazione online più inclusiva
L’inclusione passa anche dalle modalità con cui organizziamo l’apprendimento.
Pensiamo, per esempio, a chi fatica a rimanere seduto a lungo, a chi ha bisogno di muoversi per mantenere l’attenzione, a chi elabora le informazioni con tempi differenti o a chi trova più semplice esprimersi per iscritto.
In un contesto progettato con attenzione, la formazione online può offrire alcune possibilità interessanti.
- Più modalità di partecipazione: intervenire a voce, scrivere in chat, utilizzare strumenti condivisi o contribuire a un’attività.
- Maggiore flessibilità nell’ambiente fisico: in base alle caratteristiche del corso, è possibile partecipare da uno spazio in cui ci si sente più a proprio agio e, quando le condizioni lo consentono, cambiare posizione o muoversi.
- Materiali consultabili: quando disponibili, presentazioni, schemi e risorse possono aiutare a seguire i contenuti e a riprenderli successivamente.
- Attività diversificate: alternare spiegazioni, esercitazioni, confronto e momenti individuali permette di rispondere a esigenze differenti.
- Pause e tempi di elaborazione: prevederli nella progettazione aiuta a gestire la fatica e a consolidare gli apprendimenti.
Queste possibilità non sono automatiche. Una videolezione di quattro ore, senza interazione e senza pause, può risultare impegnativa anche online.
Per rendere la formazione inclusiva occorre conoscere lo strumento, scegliere consapevolmente le attività e considerare le esigenze delle persone che partecipano.
L’accessibilità non dipende dalla tecnologia in sé, ma anche da come decidiamo di utilizzarla.
Ubiquità e apprendimento lungo tutto l’arco della vita
Uno degli aspetti più interessanti della formazione online è la possibilità di superare alcuni vincoli legati al luogo e agli spostamenti.
L’apprendimento può raggiungere persone che vivono lontano dalla sede formativa, che devono conciliare studio e lavoro o che incontrano difficoltà nel frequentare un’aula tradizionale.
È il principio dell’apprendimento ubiquo: la possibilità di apprendere in contesti e momenti differenti, grazie anche alle tecnologie digitali.
Questo si collega al lifelong learning, cioè all’apprendimento permanente.
Le competenze professionali cambiano, le tecnologie evolvono e nuove esigenze emergono durante la vita. Continuare a imparare diventa quindi una parte importante della crescita personale e professionale.
La formazione online può contribuire a rendere questo percorso più accessibile, purché sia progettata tenendo conto dei tempi, delle risorse e delle condizioni reali dei partecipanti.
La flessibilità, però, non significa che ogni persona debba essere sempre disponibile o imparare da sola. Significa poter costruire opportunità di apprendimento compatibili con contesti di vita differenti, mantenendo relazioni, accompagnamento e qualità didattica.
La vera domanda non è se la telecamera sia accesa
L’esperienza di formazione con ABF mi riporta a una riflessione che considero importante nel mio lavoro di formatrice.
Quando progettiamo una formazione, rischiamo di concentrarci sugli strumenti, sui contenuti da trasmettere e sulle attività da completare.
Possiamo invece aggiungere una domanda: che cosa permette alle persone di partecipare davvero e di riconoscere come apprendono?
Per rispondere dobbiamo osservare il contesto, esplicitare le regole, variare le modalità di partecipazione e creare occasioni per riflettere sull’esperienza.
Vale in presenza e vale online, anche se ogni ambiente richiede attenzioni specifiche.
La tecnologia offre opportunità. La progettazione formativa ci permette di trasformarle in esperienze significative.
E forse è proprio questo il passaggio più importante: smettere di considerare la formazione online come una lezione da seguire attraverso uno schermo e iniziare a viverla come un ambiente in cui imparare, sperimentare e diventare più consapevoli del proprio modo di apprendere.
Come si può rendere interattiva una formazione online?
Alternando spiegazioni brevi, domande, chat, esercitazioni, attività collaborative e momenti di riflessione. L’interazione dovrebbe avere uno scopo didattico preciso e aiutare i partecipanti a comprendere, applicare o rielaborare i contenuti.
Che cosa c’entra la metacognizione con la formazione online?
La metacognizione aiuta a osservare come si apprende: quali strategie facilitano la comprensione, che cosa ostacola l’attenzione e come si può modificare il proprio approccio. Nell’ambiente digitale permette di utilizzare gli strumenti con maggiore consapevolezza.
